Beneficio addizionale del Reddito di cittadinanza: domanda

23 nov 221 Si forniscono indicazioni sulle modalità di presentazione delle domande di beneficio addizionale del Reddito di cittadinanza per l’autoimprenditorialità.

Il beneficio addizionale (art. 8, co. 4, DL n. 4/2019), è concesso ai soggetti che si trovino congiuntamente nelle seguenti condizioni:
– risultino, al momento della presentazione della domanda di beneficio addizionale, componenti di un nucleo familiare beneficiario di una prestazione di Rdc in corso di erogazione. Pertanto, il richiedente il beneficio addizionale, alla data di presentazione della relativa domanda, deve fare parte di un nucleo familiare beneficiario del Rdc, alla medesima data. Ad esempio, in caso di domanda di beneficio addizionale presentata in data 10 ottobre 2021, tramite il nuovo schema di modello “Com Esteso”, il richiedente avrà diritto all’incentivo, qualora sia corrisposta al nucleo familiare al quale il soggetto appartiene la mensilità di Rdc di competenza del mese di ottobre 2021.
L’Istituto precisa che, sono legittimati a presentare la domanda non solo il richiedente il Rdc, ma anche i soggetti beneficiari di Rdc ricompresi nel nucleo familiare in qualità di meri componenti, a esclusione del genitore non coniugato e non convivente nel nucleo, considerato parte del nucleo stesso;
– abbiano avviato, entro i primi dodici mesi di fruizione del Rdc, un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o abbiano sottoscritto una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico abbia ad oggetto la prestazione di attività lavorativa da parte del socio.
Le attività lavorative che danno titolo al riconoscimento del beneficio addizionale corrispondono a quelle previste ai fini del riconoscimento dell’incentivo all’autoimprenditorialità (c.d. Anticipazione NASpI).
In particolare, che è possibile riconoscere il beneficio in argomento nei casi di seguito specificati:
a) attività professionale esercitata da liberi professionisti, anche iscritti a casse professionali autonome, in quanto “attività di lavoro autonomo”;
b) attività di impresa individuale commerciale, artigiana o agricola;
c) sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorative da parte del socio;
d) costituzione di società unipersonale (S.r.l., S.r.l.s. o S.p.A.) caratterizzata dalla presenza di un unico socio. Di regola la responsabilità del socio unico è limitata al capitale sociale conferito, a condizione che si versi l’intero capitale sociale sottoscritto, che sia comunicata al Registro delle imprese la presenza dell’unico socio e che sia indicata negli atti e nella corrispondenza della società l’unipersonalità della stessa, senza però indicare il nome del socio unico. Il mancato adempimento di tali obblighi comporta la perdita del beneficio della suddetta responsabilità limitata. In quest’ultimo caso, dunque, il socio, che risponde illimitatamente, può ottenere l’incentivo al pari di chi esercita attività di impresa individuale;
e) costituzione o ingresso in società di persone o di capitali (S.n.C o S.a.S o S.r.l.) in analogia a quanto previsto per l’incentivo all’autoimprenditorialità per i lavoratori aventi diritto alla corresponsione della NASpI. Il beneficio addizionale non spetta qualora il richiedente dell’incentivo conferisca meramente apporto in termini di capitale sociale.
È necessario che, in presenza dei requisiti di legge, i lavoratori autonomi siano iscritti alle gestioni previdenziali obbligatorie, secondo le specifiche modalità e tempistiche previste dalle gestioni di appartenenza.
Ai fini del riconoscimento del beneficio addizionale, l’attività lavorativa oggetto di incentivazione deve essere iniziata entro e non oltre dodici mesi decorrenti dalla fruizione della prima mensilità di Rdc. Analogamente, la quota di capitale sociale di una cooperativa deve essere sottoscritta entro dodici mesi dalla fruizione della prima mensilità di Rdc. Inoltre, il beneficio addizionale non spetta con riferimento a nuclei familiari che abbiano già esaurito la percezione del Rdc, per superamento del periodo massimo di fruizione o per intervenuta decadenza, revoca o sospensione.
Il beneficio addizionale non spetta altresì quando l’attività lavorativa sia stata avviata prima del riconoscimento del Rdc o quando, analogamente, la quota di capitale sociale di una cooperativa sia stata sottoscritta prima dell’accesso alla medesima misura.

Ai fini del riconoscimento del beneficio addizionale è necessario che l’avvio delle attività sia comunicato mediante il modello “RdC-Com Esteso”, entro trenta giorni dall’inizio della stessa attività.
Per le attività avviate e regolarmente comunicate, per le quali la fruizione del Rdc sia ancora in corso, sia effettuata una nuova comunicazione all’INPS mediante il nuovo schema di modello “Com Esteso”, reso disponibile dall’Istituto in via telematica.
La domanda di beneficio addizionale può essere presentata all’INPS, previa compilazione del nuovo schema di modello telematico “Com Esteso”, tramite le seguenti modalità: il sito internet dell’Istituto (www.inps.it), autenticandosi con SPID, Carta Nazionale dei Servizi e Carta di Identità Elettronica; gli Istituti di patronato; i Centri di assistenza fiscale.
Al fine di non pregiudicare gli eventuali diritti di coloro che abbiano già implicitamente manifestato la volontà di accedere al beneficio, inviando il modello “RdC-Com esteso” entro trenta giorni dall’inizio dell’attività lavorativa, a seguito dell’entrata in vigore del decreto ministeriale 12 febbraio 2021, è necessario prevedere una salvaguardia specifica per il periodo transitorio compreso tra la data di pubblicazione del decreto e la data di operatività della procedura per la presentazione della domanda di accesso al beneficio addizionale, ossia dal 15 maggio 2021 al 30 settembre 2021.
Pertanto, al ricorrere di tale fattispecie, in presenza di una domanda compilata telematicamente, si procederà alla valutazione dei requisiti di accesso al beneficio addizionale, prendendo in considerazione il momento della presentazione del modello “RdC-Com esteso”, qualora il Reddito di cittadinanza, dal quale deriva il diritto al beneficio addizionale, in tale arco temporale, non sia più erogato per motivi diversi dalla revoca, dalla decadenza sanzionatoria o dalla sospensione disposta nei confronti del richiedente la prestazione di Rdc o del richiedente il beneficio addizionale.

La misura del beneficio addizionale è determinata in un un importo pari a sei mensilità del Reddito di cittadinanza, da corrispondersi in unica soluzione, nei limiti di 780 euro mensili. L’importo spettante è calcolato con riferimento al mese in cui è avviata l’attività oggetto di incentivazione. Pertanto, la data di inizio attività dichiarata nel modello “RdC-Com Esteso” deve corrispondere alla data effettiva di inizio attività e, in ogni caso, non deve essere successiva al termine di trenta giorni previsto per la presentazione del modello “RdC-Com Esteso”.

CIGSonline: nuovo sistema di pagamento della marca da bollo

Il sistema CIGSonline aggiorna il sistema di pagamento della marca da bollo. Dal 17 novembre 2021, non è più possibile assolvere al pagamento tramite titolo cartaceo.

 

Dalla suddetta data, l’unico strumento di pagamento riconosciuto sarà disponibile attraverso la modalità PagoPA e attivabile esclusivamente all’interno dell’applicativo.
Solo al termine positivo della procedura di pagamento, sarà possibile inoltrare l’istanza CIGS.
Dal punto di vista dei sistemi digitali messi a disposizione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’avvio della procedura integrata con PagoPA costituisce un nuovo passo in avanti e aggiunge sicurezza, praticità e velocità all’intero sistema CIGSonline.
Tutte le istanze non inoltrate alla data di mercoledì 17 novembre, alle 9:00, potranno concludere la fase di preparazione e il successivo invio solo una volta eseguito il pagamento della marca da bollo tramite PagoPA.
La stessa modalità deve essere utilizzata anche nei casi in cui sia provveduto a salvare l’istanza firmata digitalmente, con marca da bollo cartacea, ma non ancora inoltrata.

Dal 17 novembre, inoltre, non è più possibile inoltrare le istanze utilizzando la modalità cartacea.
Per consentire lo svolgimento delle attività tecniche necessarie all’aggiornamento, la procedura CIGSonline non sarà disponibile nella fascia oraria dalle 9:00 alle 11:00 del 17 novembre 2021.

Autonomi: dal 29 novembre gli esiti sull’esonero parziale dei contributi

Si forniscono indicazioni per le singole Gestioni dell’Inps interessate dall’esonero parziale dei contributi previdenziali.

L’esito delle verifiche sulla sussistenza dei requisiti è visibile nel cassetto previdenziale della gestione di riferimento, in calce alla domanda stessa; dal 29 novembre 2021 sarà visibile anche l’importo concesso a titolo di esonero.
Con riferimento alle gestioni speciali autonome degli artigiani e commercianti, l’importo dell’esonero è visualizzabile nel Cassetto previdenziale degli Artigiani e Commercianti a decorrere dalla suddetta data del 29 novembre 2021.
In caso di riconoscimento dell’esonero in misura inferiore rispetto all’importo della contribuzione fissa dell’anno 2021, per le rate con scadenza di versamento entro il 31 dicembre 2021, il versamento della differenza deve essere effettuato entro il giorno 29 dicembre 2021.
Laddove l’importo autorizzato di esonero non sia sufficiente a coprire tutta la contribuzione sul minimale per la sola competenza del 2021 e per le rate in scadenza entro il 31 dicembre 2021, il contribuente dovrà calcolare la differenza dovuta, imputando l’importo di esonero autorizzato alle rate in ordine cronologico, dalla rata I alla rata III.
Per la predisposizione della codeline per effettuare il versamento con modello F24 dovrà essere utilizzata l’applicazione denominata “Calcolo codeline” posta sul Cassetto previdenziale degli Artigiani e Commercianti, utilizzando: l’importo residuo da versare per la singola rata; la causale AF o CF; il numero della rata; l’anno di imposizione 2021; il periodo dal/periodo al, da impostare rispettivamente “01/2021” e “12/2021”.
Se l’importo dovuto per la rata da versare corrisponde a quanto dovuto originariamente con le rate predisposte con l’imposizione contributiva di maggio 2021, possono essere utilizzati i modelli F24 già predisposti e disponibili sul cassetto nella sezione “Posizione assicurativa – Dati del modello F24”.
Non è oggetto di esonero la contribuzione di competenza 2021 con scadenza di versamento successiva al 31 dicembre 2021 e che sono esclusi gli importi, pur compresi nella suddetta tariffazione, di competenza di annualità pregresse, che dovevano essere versati alle scadenze originarie. Esempio: Titolare artigiano con 3 rate di contribuzione fissa di competenza anno 2021 con scadenza entro il 31 dicembre 2021, con importo pari a € 2.877,12 (€ 959,04*3), pensionato a decorrere dal 1° luglio 2021.
Viene riconosciuto l’esonero per € 1.500,00, (ovvero l’importo complessivo dovuto a titolo di esonero pari a € 3.000,00 riproporzionato rispetto al numero di mesi di attività lavorativa e contemporanea assenza di status di pensionato).
L’importo riconosciuto a titolo di esonero (€ 1.500,00), verrà utilizzato a copertura integrale della prima rata 2021 mentre il residuo importo di € 540,96, sarà utilizzato a copertura parziale della seconda rata 2021. Pertanto, il contribuente deve versare la differenza di € 418,08 (€ 959,04 – € 540,96) a saldo della seconda rata della contribuzione sul minimale di reddito, con F24 causale AF, entro il giorno 29 dicembre 2021. Entro il medesimo termine deve essere versata anche la terza rata, utilizzando la codeline messa a disposizione da parte dell’Istituto con l’imposizione contributiva di maggio 2021.
In caso di esito di “Respinta” per assenza dei requisiti di legge, invece, per il versamento della contribuzione dovuta dovranno essere utilizzate le codeline messe a disposizione da parte dell’Istituto con l’imposizione contributiva di maggio 2021.
Con riferimeto ai contribuenti senza obbligo versamento della contribuzione sul minimale di reddito, l’eventuale importo residuo da versare sarà quantificato dal contribuente come differenza tra la contribuzione dovuta a titolo di acconto anno 2021 e l’importo di esonero concesso, non eccedente il limite massimo di € 3.000.
Il titolare della posizione aziendale, qualora sia anche tenuto al versamento della contribuzione relativa ai coadiuvanti/coadiutori iscritti, dovrà attribuire l’importo dell’esonero autorizzato proporzionalmente ai singoli soggetti in rapporto agli importi dovuti singolarmente.
Per effettuare il versamento della somma residua da pagare possono essere utilizzate le codeline predisposte con l’imposizione contributiva di maggio 2021 che identificano i singoli componenti il nucleo aziendale e che possono essere prelevate, a cura del contribuente o di un suo delegato, tramite l’opzione, contenuta nel “Cassetto previdenziale per Artigiani e Commercianti”, “Posizione assicurativa – Dati del mod. F24”.
Quanto ai soggetti iscritti alla Gestione separata, obbligati al versamento del primo e secondo acconto per l’anno di imposta 2021 (calcolato sul reddito dichiarato per l’anno di imposta 2020) è possibile versare l’eventuale somma dovuta al netto della quota di esonero, con le stesse modalità previste per il pagamento della contribuzione.
Pertanto, il versamento deve essere effettuato compilando il modello F24, nella sezione INPS, e utilizzando il codice tributo PXX o P10 a seconda dell’aliquota applicata (24% se soggetto ad altra forma di previdenza obbligatoria o 25,98% se privo di altra forma di previdenza obbligatoria) entro il giorno 29 dicembre 2021. Contestualmente, verrà inviata un’e-mail di comunicazione dell’esito e questo sarà esposto nel “Cassetto previdenziale Gestione separata liberi professionisti” > “Esonero legge 178/2020”.

Relativamente alla gestione speciale autonoma dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri, gli esiti delle domande saranno consultabili nel “Cassetto Previdenziale Autonomi in Agricoltura” > “Comunicazione bidirezionale” > “Esonero contributivo art.1, co 20-22 bis L.178/2020” a decorrere dalla data del 29 novembre 2021.
L’importo autorizzato con riferimento a ciascuna delle tre rate dell’emissione dell’anno 2021 con scadenza nel medesimo anno (I, II e III rata con scadenza rispettivamente, 16 luglio 2021, 16 settembre 2021, 16 novembre 2021) sarà comunicato a mezzo specifica “news individuale”.
Entro il 29 dicembre 2021, i beneficiari dell’esonero dovranno provvedere ai versamenti delle predette rate per la quota eccedente l’importo dell’esonero attribuito alla singola rata, utilizzando le codeline originarie delle rate medesime. Sono esclusi dall’esonero gli importi, pur compresi nella suddetta emissione 2021, riferiti ad annualità pregresse che dovevano essere versati alle scadenze originarie.
L’importo autorizzato sarà ridotto in presenza di una riduzione dell’importo concedibile in relazione ai requisiti indicati nel decreto ministeriale del 17 maggio 2021, della riduzione della contribuzione dovuta per il periodo di riferimento dell’esonero o in presenza di altri esoneri riconosciuti per l’anno 2021.
L’importo dell’esonero relativo a ciascuna delle tre rate sarà contabilizzato nell’estratto conto con riferimento alla prima, seconda e terza rata dell’emissione dell’anno 2021.
Le eccedenze dei versamenti effettuati per le prime tre rate dell’emissione dell’anno 2021 conseguenti all’applicazione dell’esonero, saranno riportati automaticamente in compensazione nei limiti della capienza delle quattro rate dell’emissione 2021. Le eventuali eccedenze di versamento rispetto alla capienza potranno essere compensate con la contribuzione da versare alle scadenze future, secondo le consuete modalità.