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CCNL FEDERALBERGHI: Dichiarazione congiunta delle Parti

Il giorno 22/11/2021, FEDERALBERGHI, FAITA-FEDERCAMPING e FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTUCS-UIL, parti stipulanti il CCNL Turismo 18/1/2014 si sono incontrate per esaminare congiuntamente lo stato del settore e concordare le iniziative conseguenti

Le parti hanno analizzato la grave situazione causata dall’emergenza epidemiologica da Covid-19, i cui sviluppi – nonostante il buon andamento della campagna vaccinale e le misure prese per contenere la diffusione del contagio sui luoghi di lavoro – destano preoccupazione per l’andamento dell’economia turistica in generale e per la ripresa del settore ricettivo.
Il confronto tra le parti si è soffermato sul calo delle presenze turistiche nell’anno in corso, sulla perdita di fatturato delle imprese ricettive e sulla rilevante flessione dei dati occupazionali del settore.
Alla luce delle difficili prospettive legate all’evoluzione del quadro di restrizioni connesso all’emergenza epidemiologica le parti hanno concordato sulla necessità di richiedere a Governo e Parlamento una proroga delle integrazioni salariali con causale Covid-19 fino al manifestarsi concreti e duraturi segnali di ripresa economico occupazionale nel settore turistico-ricettivo e in ogni caso fino al mese di aprile 2022, nell’attuale quadro di tutele.
Con riferimento al confronto per il rinnovo del CCNL Turismo, avviato il 27/2/2020, le parti hanno ribadito la centralità e il valore della contrattazione collettiva nazionale per il settore e hanno manifestato la volontà di proseguire in tale ambito nel confronto anche al fine di esaminare e porre in essere tutte le iniziative utili per individuare le soluzioni più opportune che possano accompagnare la ripresa del settore.

Criteri di scelta dei lavoratori da licenziare nell’ambito del licenziamento collettivo

In caso di licenziamento collettivo è legittima l’adozione concordata tra le parti sociali di criteri di scelta dei lavoratori da licenziare anche difformi da quelli legali, purché rispondenti a requisiti di obiettività e razionalità (Cassazione – Ordinanza del 24 novembre 2021, n. 36451

E’ quanto ha affermato la Corte di Cassazione nell’Ordinanza del 24 novembre 2021, n. 36541, chiamata ad esprimersi sulla sentenza della Corte d’appello di Roma, n. 3735 del 2019, che accoglieva nell’ambito di un licenziamento collettivo, il reclamo proposto da una Società datrice di lavoro e per effetto rigettava le domande proposte da alcuni lavoratori intese ad ottenere l’accertamento dell’illegittimità del licenziamento loro intimato.
La Corte di appello, in sintesi, escludeva la violazione dei criteri di scelta di cui all’art. 5 legge n. 223/91 per avere l’azienda delimitato il bacino di comparazione per individuare i dipendenti da licenziare ai soli lavoratori addetti ad una sede specifica, pur sussistendo fungibilità di mansioni con altri lavoratori addetti ad altre sedi. Deduceva che in esito all’accordo sindacale le parti avevano convenuto, come previsto dall’art. 5 comma 1, legge n. 223 del 1991, la legittima determinazione del criterio di scelta in quello delle esigenze tecnico-produttive ed organizzative riferito alla sola platea degli addetti alla sede interessata.

La Corte di Cassazione, rigettando il ricorso dei lavoratori e sostenendo la decisione della Corte di Appello, ha riaffermato il principio secondo il quale nell’ambito di un licenziamento collettivo è legittima l’adozione concordata tra le parti sociali di criteri di scelta dei lavoratori da licenziare anche difformi da quelli legali, purché rispondenti a requisiti di obiettività e razionalità.
Inoltre è del pari legittima la scelta di escludere dalla comparazione i lavoratori di equivalente professionalità che siano però addetti ad unità produttive non soppresse dislocate sul territorio nazionale in quanto la circostanza, da accertarsi in concreto e nello specifico verificata, che il mantenimento in servizio dei dipendenti appartenenti all’unità soppressa esigerebbe il loro trasferimento in altra sede, con aggravio di costi per l’azienda e interferenza sull’assetto organizzativo può assumere rilievo ed essere un criterio legittimo che esclude la necessità di comparazione ove, come nella specie, il numero dei lavoratori coinvolti sia tale da configurare un trasferimento collettivo, che avrebbe implicato la necessità di concordare in sede sindacale la formazione di graduatorie redatte in base a criteri predeterminati.

Controgaranzia a favore del Fondo di garanzia per le PMI

Il Gestore del Fondo di garanzia per le PMI ha sottoscritto un accordo con Cassa Depositi e Prestiti (CDP) attraverso il quale quest’ultima rilascerà una controgaranzia avvalendosi, attraverso il Fondo Europeo degli Investimenti (FEI), delle risorse dell’European Guarantee Fund (EGF). (MEDIOCREDITO CENTRALE/INVITALIA – Circolare 25 novembre 2021, n. 8)

L’accordo si applicherà alle richieste di ammissione alla garanzia diretta del Fondo (con esclusione delle richieste presentate ai sensi della lettera m) del DL Liquidità e ai sensi dell’art. 56 del DL Cura Italia) presentate a partire dal 17 gennaio 2022 e relative ad operazioni aventi le seguenti caratteristiche:

– durata del finanziamento compresa tra un minimo di 3 mesi e un massimo di 10 anni;

– finalità dei finanziamenti garantiti: esclusivamente capitale circolante (in aggiunta agli investimenti, sono escluse le operazioni di acquisto automezzi, leasing finanziario, factoring, debito subordinato e quasi-equity);

– importo massimo garantito dal Fondo PMI per singola impresa pari a € 1.428.600,00, corrispondente a un massimale contro-garantito dal FEI pari a € 800.000,00;

– non siano garantite anche in quota parte con risorse UE;

I soggetti richiedenti, inoltre, per le domande presentate a partire dal 17 gennaio 2022, devono acquisire il nuovo allegato 4 – Garanzia diretta in vigore dal 17 gennaio 2022, debitamente compilato e sottoscritto dal legale rappresentante del soggetto beneficiario finale.